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Si possono guardare i Mondiali senza essere idioti

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Little African Guy with VuvuzeleDomanda: è giusto divertirsi con i Mondiali con tutte le cose tremende che capitano oggi nel nostro paese e nel mondo? Può sembrare retorico chiederselo. In questi giorni sono stato messo sotto scacco da diverse persone che mi hanno accusato, o fatto sottintendere, di pressapochismo. Di essere populista. Di essere della massa. Beh, tanto per cominciare, siamo tutti parte della massa. Poi ci si può distinguere, ma ne facciamo comunque parte. Volenti o nolenti, siamo invasi dai Mondiali di Calcio. 

A questo punto urge spiegare perché i Mondiali di Calcio siano un evento piacevole. Con lo schifo del calcio commerciale e di finanza, perché un mass event di questo tipo dovrebbe raccogliere il mio favore? La risposta è semplice: è un evento talmente globale, che perderselo è come non fare parte del mondo. Tutti quanti, dai paesi più poveri a quelli più ricchi si fermano qualche ora al giorno per vedere le partire, per fare un commento, per fare battute sulle Vuvuzela, e così via. È dai tempi dell'Antica Grecia che l'uomo utilizza il "gioco" come momento di rilassamento, di unione fra i popoli, anche se per poco, anche se in maniera transitoria. Le Antiche Olimpiadi hanno anche questo valore. I Greci dichiaravano una tregua che durava il periodo dei Giochi. Il gioco è componente fondamentale dell'essere umano che riporta sicuramente ad un periodo infantile ma anche ad uno stato di liberazione, di sfogo e divertimento.

E quindi seguire la propria squadra ai Mondiali di calcio ci permette di sfogare delle rabbie, di sentirci parte di qualcosa, di condividere un momento che ad ogni modo entrerà nella storia (sarà sempre il Mondiale del 2010, quello del Sudafrica, e così via). Anzi. Il fatto della Repubblica Sudafricana è un altro motivo per cui questi Mondiali vanno seguiti. Hanno un valore umano e globale molto forte. L'identità africana che si ristabilisce nel mondo. Già questo è troppo per le piccole menti razziste di tanti nostri concittadini.

Pur tuttavia non si può certo dimenticare che il calcio oggi è gioco solo per i bambini e gli adolescenti che lo praticano sotto casa o per gli adulti delle leghe dilettantistiche che si affannano in piccoli campetti scalcinati dispersi nei quartieri sub-urbani. Per tutto il resto (le leghe, le associazioni, le federazioni, le "squadre") il calcio è puro business. Sono solo soldi e affari. Il gioco non c'entra. Si alimenta del gioco percepito dagli spettatori. E i Mondiali sono l'apoteosi di questo marchingegno diabolico. Pensate a quanto business gira intorno a questo evento. Quanti marchi di qualsiasi tipo di prodotto incentrano i loro sforzi di marketing affiancandosi al pallone, alla squadra della propria nazionale, agli spazi pubblicitari messi piacevolmente in vendita dalla FIFA e dal Comitato organizzatore.

Queste cose le sappiamo tutti. Certo in tanti fanno finta di niente. Così come in tanti fanno finta della disoccupazione, della legge bavaglio vergogna che si vuol far passare alla Camera tra poco, degli scandali ignobili della Cricca, dei privilegi insolenti della Casta, della distruzione sistematica della Scuola, della crisi senza fine e della manovra della morte. O del petrolio che sta distruggendo il mare del Messico e presto diventerà un problema globale.

Come posso sedermi e sorbirmi 90 minuti più il contorno di gioco quando ci sono cose del genere in ballo? Quando anche la Giallappa's Band viene epurata dalle radio di Stato perché scomoda? (siamo davvero al limite)

Credo che la risposta stia tutta nell'atteggiamento e nella consapevolezza. Noi tutti viviamo la nostra vita. Anche i più impegnati di noi, anche i più schierati di noi, di tanto in tanto o giornalmente si masturbano, fanno sesso, guardano una serie tv, o un film, o leggono un libro. Tutto questo è fatto per svago. Così come lo sono i Mondiali. Che in più però hanno un maestoso senso di grandiosità e di irripetibilità propria dei momenti storici.

Quindi, unitevi a guardare la partita, state insieme ad altri, sospirate, gioite, strillate e vivete insieme questo momento. Amplificate il senso di comunione e gruppo che i Mondiali (come le Olimpiadi) possono dare. Questo senso che ci fa dire: "sì, il mondo è tutto qui, e ci sono anche io". Andate, perché la vita dura ci aspetta dopo il fischio dell'arbitro, e se il gioco ci avrà aiutato a sentirci un po' più felici o liberi, affronteremo meglio la lotta quotidiana in cui viviamo.

Last Updated ( Tuesday, 15 June 2010 19:10 )
 

Atti Matti

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Ho cominciato per caso ad andare a teatro a vedere questo famoso "Imprò"... era da tempo che vedevo i cartelloni pubblicitari e siccome non sono mai andato a vedere quelli che erano i "Match di improvvisazione teatrale", ho deciso una sera di provare. A teatro, da spettatore. Sono praticamente morto dal ridere. Era una serata del Campionato Nazionale Professionisti di Imprò. Scoprirò dopo di aver visto una serata davvero sopra le righe. Ad ogni modo, si trattava di due squadre di attori che si sfidavano a colpi di scene completamente improvvisate. La comicità si sprecava. Davvero tanto divertente. Al punto che da quella sera non mi sono più perso una data del campionato professionisti.

Questi spettacoli a Riccione e Rimini erano organizzati da un'associazione riccionese, Atti Matti (www.attimatti.it) che non solo organizza spettacoli, ma ha anche una scuola di improvvisazione teatrale molto proficua. Il mio amico/compare di scorribande Fabio (sì sempre lui) ne faceva già parte. Così, di spettacolo in spettacolo ecco che almeno due o tre persone mi lanciavano la solita frase "quand'è che ti iscrivi?".

Due anni dopo, ci sono cascato. Dal gennaio 2010 sono ufficialmente socio dell'Associazione Atti Matti. Iscritto, per merito dovuto agli anni (non tanti) di studi alle spalle di altre tipologie di teatro, direttamente al "Secondo Anno". La scuola propone diversi step. Il teatro d'improvvisazione, molto attivo in tutto il mondo, in Italia ha la forma di Improteatro, di cui Atti Matti fa appunto parte. La didattica è condivisa in tutta l'Italia e prevede un Primo Anno, un Secondo Anno, un Terzo Anno, il livello Amatori e poi, eventualmente, Professionisti.

Il lavoro è moooolto interessante ma soprattutto divertente. Essendo tutta una ricerca sul comico, è molto stimolante farne parte. Ovviamente è difficilissimo. Riuscire a costruire una storia, così dal nulla, improvvisando tutto (lugoo, personaggio, situazioni..) è davvero tosto. Poi dopo un po' ci si mettono di mezzo anche le categorie, ossia che l'improvvisazione deve avere uno stile (horror, western, fantasy, noir, pulp, alla Shakespeare, musical, e così via), il che rende tutto ancora più divertente.

E insomma, eccomi qua. Dove mi porterà questa nuova avventura? Tra corsi di approfondimento, esercizi, spettacoli e ancora altri spettacoli, spero mi porti lontano ma sempre sul palco. L'Associazione Atti Matti per ora mi sta piacendo davvero tanto. I suoi corsi sono piacevoli e intensi. E con i miei "compagni di classe" ho già creato un bel rapporto. C'è un bel clima, si lavora tanto, ci alleniamo spesso anche al di fuori delle lezioni "regolari", il che ci permette di divertirci, imparare e fare pratica, conoscendoci e creando quei legami così belli che solo l'arte riesce a creare.

E allora... tre, due uno... Imprò!

 

Perché si balla?

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Perché si balla? O meglio... perché si fa danza?

Questa è una domanda che potrebbe sembrare stupida, ma in realtà è davvero fondamentale e rappresenta un altro tipico problema con cui gli insegnanti devono fare i conti. Il discorso si deve fare in due livelli: da un punto di vista artistico e da un punto di vista personale, allievo per allievo...

Last Updated ( Wednesday, 27 May 2009 13:29 ) Read more...
 

Buon Natale 2009!

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Ai miei carissimi amici di sempre, ai nuovi amici Step By Step, ai nuovi amici attori matti e non, agli amici di Camerieri Pazzi, ai compagni di ventura dei Soul For Rent, della Cartoon Band, dell'Associazione Sammarinese Giochi Storici, agli allievi, gli ex allievi, e tutti quelli che ho dimenticato... un dolcissimo e sincero augurio di Buon Natale!
Last Updated ( Thursday, 24 December 2009 16:25 )
 

Allievi con talento o senza talento: la tragedia degli insegnanti

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L'altro giorno guardavo Academy di sfuggita e ho raccolto per caso una frase detta dalla Beltrami. Diceva, più meno, che i "belli" devono darsi da fare di più perché devono colmare una mancanza di cuore che invece i "brutti" in genere hanno.

Anche se in maniera un po' distorta, la Beltrami ha centrato un punto importante. Capita spesso che la passione più forte la si trovi nelle persone meno belle, meno esteticamente presenti, addirittura in quelle meno fisicamente portate. Questo è verisismo. Ma questa è la vera tragedia di chi insegna danza e ha a cuore i propri allievi.

E la tragedia è questa: cosa fare con gli allievi che hanno più amore della danza che per se stessi ma che non sono "graziati" dalle doti necessarie per diventare professionisti?

Tanto per cominciare, bisogna fare delle prime distinzioni.

Last Updated ( Friday, 22 May 2009 19:45 ) Read more...
 
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