Drama

La mia passione per il palco è nata prestissimo, seguendo i miei zii quando avevo 11 anni e li vedevo esibire suonando. Quel palco mi ha sempre attratto in un modo o nell’altro. Poi ho cominciato a suonare, poi cantare, poi fare danza. Ecco, tutti queste arti performative hanno una cosa in comune: la presenza scenica. Non si può cantare o danzare senza avere presenza scenica.

Per cui il passaggio al teatro è stato per me un passaggio naturale. Anche perché con la danza si vive molto il “luogo teatro” come spazio importante, da rispettare e vivere profondamente. Quante giornate ho passato nei teatri con la danza. Cose che ho fatto.. Salire sui graticci alti metri e metri e metri per piazzare delle corde.

Nel mio studio della danza e del palco, c’è stato un maestro che più di tutti gli altri mi ha trasmesso quel “qualcosa” in più per il mondo dell’arte performative: Keith O’Brien. Si tratta di un geniale e folle maestro londinese che è ancora Headmaster di Movimento e Danza alla scuola di teatro della Arts Educational Schools di Londra. Con i suoi laboratori ho provato sulla mia pelle cosa significa vivere qualcosa in scena. Estraniarsi dal mondo reale e vivere un’esperienza nuova, in quel momento.

Sì, l’arrivo allo studio della recitazione è stato per me un passaggio piuttosto automatico. Ho cominciato con un paio di corsi amatoriali che aveva fatto partire la scuola di danza Arabesque, con un regista, Pierluigi D’Orazio. Giusto qualche manciata di mesi per avere una leggerissima infarinatura. Molto leggera.

Poi, intorno ai 24 anni, mi sono iscritto a un corso di clownerie, con Alex e Checco della Compagnia dei Ciarlatani. Con loro ho scoperto il teatro “fisico”, in quanto il clown è molto più “corpo” che “parola”. Con loro ho fatto due laboratori e mezzo.

Poi ho continuato a usare queste cose scoperte per le mie varie attività, fino a collaborare in maniera stabile con la mia collega Monica Pasquinelli, direttrice della scuola Aga Ballet di Misano Adriatico e a capo della compagnia Leinonsachisonoio, che fa appunto spettacoli di danza e teatro.

All’inizio ballavo anche, quando avevo tempo e lavoravamo nella stessa scuola (ai tempi era l’Accademia di Danza e Musica di Riccione, oggi ridotta a una succursale di un’altra scuola… quello che era un tempo ormai non esiste più, è cambiato tutto, struttura e insegnanti). Poi sono rimasto alla recitazione.

Abbiamo fatto tre spettacoli insieme: “La riunione condominiale”, “Tutti fuori” e “Ab-origine”. Tutti con scene di teatro comico e coreografie di danza contemporanea.

Poi, nel 2009, mi sono iscritto a un corso di improvvisazione teatrale. Divertente e interessante al punto da avermi fatto scoprire una strada da voler perseguire. Ma questo capitolo merita un approfondimento…

In ogni caso… per formarmi meglio ho deciso di fare un corso con Antonio Fava, insegnante di commedia dell’arte. Peccato che il corso nel 2010 non è partito. E così ho pensato “ma sì, provo a fare un provino per un’accademia teatrale”. E ho provato ad entrare alla Galante Garrone, Scuola di Teatro a Bologna, riconosciuta dallo Stato come la Silvio D’Amico o la Paolo Grassi.

Insomma… mi hanno preso!!! Allo stato attuale, sto facendo la scuola e devo dire che mi ci trovo davvero bene.  L’ambiente accademico mi è congeniale perché la disciplina della danza mi ha formato piuttosto bene. Sto imparando tantissimo, anche da un punto di vista della pedagogia del teatro. Osservo molto attentamente i miei insegnanti (che sono tanti) e tengo traccia dei loro metodi, del lavoro che ci fanno fare, di come lo fanno sviluppare, di quanto tengono e quanto mollano… molto molto interessante…

Spero di diventare un attore e di poter insegnare recitazione e teatro musical. Nella vita, fino alla fine. scena, fino alla fine.